Mese: Dicembre 2021

Come funziona una giornata LEGO ® SERIOUS PLAY®

Un workshop LEGO ® SERIOUS PLAY® funziona così….

Come altri eventi o corsi di formazione le persone arrivano e si sistemano in un tavolo quadrato molto spazioso, dove ci si può vedere tutti in faccia.

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Il facilitatore, dopo una breve presentazione del metodo LEGO ® SERIOUS PLAY® parte con la prima esercitazione, che nel nostro gergo si chiama sfida (challenge), e le persone, sulla base delle indicazioni date dal facilitatore, iniziano subito ad utilizzare i brick (mattoncini), per costruire qualcosa in un tempo predeterminato: che chiameremo “modello”. Io personalmente per tenere il tempo utilizzo in sottofondo una canzone; alla fine della canzone tutti devono essere pronti (aver finito la costruzione).

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Si inizia così un “giro di tavolo” dove ognuno commenta come ha costruito il proprio”modello” e ne condivide anche i significati (ciò che rappresentano per quella persona i particolari del “modello”).

Per fare un esempio: la base di una torre non per tutti ha lo stesso significato, alcuni pongono attenzione, nella loro vita, ad avere basi solide e ritrovano tale principio anche nelle costruzioni, altri preferiscono dare spazio alla creatività e il loro modello li rappresenta anche in tal senso, con costruzioni molto curiose e creative.

Già in questa fase chi partecipa si accorge che costruendo si riesce a sviluppare il proprio pensiero nel modello (rispetto all’argomento della sfida) e allo stesso tempo ascoltando gli altri ci si rende conto delle diversità e dell’impostazione che ognuno può dare allo stesso argomento/problema.

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Successivamente il facilitatore può fare delle domande per aiutare la riflessione e poi passa alla seconda sfida, che è leggermente più sofisticata e si collega all’argomento del workshop.

Si procede sempre in questo modo: prima si costruisce, poi si commenta il proprio “modello” e poi si cerca di rispondere alle domande che fa il facilitatore. Tali domande aiutando lo sviluppo dell’argomento in questione ed anche l’analisi dello stesso da parte del partecipante (durante l’intera giornata).

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Ci sono dei momenti dove le costruzioni individuali prendono forma, insieme agli altri, in costruzioni condivise, o scenari, che permettono a tutti di osservare in 3D. Si possono “osservare” le relazioni tra i modelli, le connessioni tra i concetti espressi ed i modi di vedere quel tipo di argomento o problematica.

Allo stesso tempo si possono individuare delle soluzioni o dei modi condivisi di affrontare la tematica; in alcuni casi quando il tema è legato ad un momento personale sul lavoro, c’è la possibilità di affrontare quelle che sono le proprie esigenze rispetto al tema del workshop.

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Durante la giornata ci sono dei momenti di pausa, poi si ricomincia a costruire, in un susseguirsi di sfide e momenti di confronto.

Alla fine del workshop le persone sono solitamente stupite di come siano riuscite a comunicare!

Esprimere il proprio pensiero e condividerlo con gli altri ed anche avere delle intuizioni rispetto al tema o alla problematica oggetto del workshop.

Inoltre le persone mi dicono che rispetto all’inizio, dove LEGO ® era visto come un gioco, capiscono poi che la metodologia è molto “profonda” perché permette, con le costruzioni, di analizzare e sviluppare la creatività e di trattare argomenti e idee che altrimenti sarebbe stato difficile condividere in qualsiasi altra aula formativa.

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Per chi è convinto che fare formazione e/o partecipare a workshop/incontri sia soprattutto un momento di INTERAZIONE, legato all’esperienza che si vive in quel momento, il LEGO ® SERIOUS PLAY® è una metodologia che affascina sempre.

Non mi resta che dirvi: PROVATELA !!!

Per informazioni dirette potete contattarmi al telefono 366 4372330

LEGO® SERIOUS PLAY® APPLICATO ALLA FORMAZIONE SULLA SICUREZZA

Ho avuto modo di utilizzare il metodo LEGO® SERIOUS PLAY per aiutare un gruppo di RSPP e ASPP a migliorare la loro visione sul ruolo e sulle modalità per migliorare la cultura della sicurezza in azienda, grazie a Progetto Salute srl.

“Il metodo è fantastico, mi è piaciuto molto” ha affermato una RSPP.

“Mi sono divertita e sono uscite delle cose interessanti” ha commentato un’altra corsista.

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Innanzitutto, abbiamo lavorato sul ruolo di chi si occupa di sicurezza e sulle proprie capacità: quali sono le competenze che utilizzo nel ruolo?

Il ruolo va poi contestualizzato nella propria azienda. Nelle aziende dove la produzione è lontana dagli uffici “è necessario scendere “in reparto” e vivere con i colleghi per aumentare la comunicazione paritaria“.

Negli uffici pubblici, ove i rischi sembrano minori, è necessario far comprendere la cultura della sicurezza.

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Ma cos’è a questo punto la cultura della sicurezza?

Abbiamo creato un modello condiviso di questo concetto, partendo dalle singole visioni e costruendo un modello che potesse rappresentare la cultura della sicurezza per tutti i partecipanti.

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È diventato un percorso.

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Il percorso verso la sicurezza parte dal lavoratore, che per poter compiere il proprio lavoro deve dotarsi di strumenti appositi e deve scegliere la via della sicurezza dotandosi dei dispositivi di protezione individuale, supportato dalla formazione.

C’è poi il ruolo della comunicazione all’interno dell’azienda, che deve essere a rete, nel senso che deve essere resistente ed in ogni posto, come una ragnatela. La collaborazione tra colleghi aumenta il livello di attenzione.

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Inoltre le persone possono costruire INSIEME, mattone su mattone, la cultura della sicurezza e questo crea la “POTENZA del sistema” del lavorare insieme PER la sicurezza.

È necessaria una sorveglianza da parte dei preposti e di chi ha un ruolo, ma non è sufficiente, infatti si richiede un salto di mentalità anche da parte dei collaboratori, che devono vedere la sicurezza come un qualcosa per loro.

L’obiettivo deve essere il benessere a 360°, quindi non solo al lavoro ma anche nella vita privata, poter svolgere una vita normale avendo la possibilità di fare quello che fanno gli altri e non impedirsi di viverla appieno causa infortuni e/o malattie.

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Salute e benessere a 360° – vivere la vita (partire per un viaggio, poter fare snorkeling, stare nella natura, passeggiare con gli animali)

È necessario che le figure preposte diano il buon esempio in questo percorso verso la cultura della sicurezza sapendo che ogni lavoratore rischia di prendere la strada giusta, facendosi attrarre da scorciatoie che portano verso infortuni e malattie professionali.

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C’è anche il deterrente, se non rispetterai le procedure e quanto previsto dall’azienda potrai incorrere in sanzioni o anche in detenzione.

Sono state poi individuate le figure di supporto al ruolo di RSPP e quindi: medico competente, vigili del fuoco, RLS, Dirigente, Enti di controllo, datore di lavoro, ecc…

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Abbiamo poi collegato i ruoli individuali al modello condiviso di sicurezza e alle figure del sistema sicurezza ed ognuno si è preso 3 impegni verso la sicurezza, collegandosi ad aspetti che vanno migliorati o a proprie capacità che vanno capitalizzate.

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Un modo diverso di fare cultura della sicurezza in aula.

Attraverso questo metodo:

  1. le persone hanno partecipato al 100% e non si sono “stufate”
  2. le soluzioni si sono costruite insieme
  3. la visione del problema è stata tridimensionale